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	<title>CO.I.S.P. - Sindacato della Polizia di Stato - Segreteria provinciale Coisp Napoli</title>
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	<description>CO.I.S.P. - Sindacato della Polizia di Stato - Coordinamento per l’indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia. Sindacato Polizia di Stato</description>
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		<title>LA LIBERTA&#8217; A VALLANZASCA &#8211; UNA BEFFA PER LE VITTIME</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Vallanzasca]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>MACCARI: “VALLANZASCA PREMIATO NEI GIORNI IN CUI SI RICORDANO DUE DELLE SUE VITTIME. LA BEFFA AMARA DI UNO STATO PER IL QUALE L’APPLICAZIONE DEL DIRITTO VALE PER I CARNEFICI E POCO PER LE VITTIME”</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Viene da sorridere, amaramente oseremmo dire, quando si pensa che il Brasile non rimanda Battisti in Italia perché teme che la giustizia italiana “lo maltratti”. Tranquilli amici brasiliani, la giustizia italiana è talmente lungimirante che se hai un po’ di ergastoli da scontare perché senza motivo hai ucciso qualcuno (non c’è mai un motivo per uccidere, ma a volte è davvero solo la perversa follia umana travestita da ideali che spinge ad ammazzare), dopo un po’ ti premiano con un lavoro ”.</p>
<p>Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, interviene sulla notizia che il terrorista Renato Vallanzasca tornerà libero con la possibilità di andare a lavorare e rientrare in cella la sera.</p>
<p>“Per carità il nostro è un Paese civilissimo che ha nei suoi principi la rieducazione della pena – sottolinea il Segretario Generale – ma troppo spesso dimentica che la libertà è un valore e che c’è chi questo valore lo ha messo sotto i piedi impedendo ad altri di vivere la propria “libertà”. Libertà di amare i propri figli, libertà di lavorare, libertà di vivere”.</p>
<p>“E il fatto che questo “premio” a Vallanzasca arrivi proprio nei giorni in cui si ricordano due delle vittime del terrorista, due agenti della Polizia di Stato, ha ancor più il sapore della beffa, amara, triste. Noi non vogliamo mettere in discussione la tenuta sociale dello Stato di diritto. Ma lo Stato deve essere di diritto per tutti. Non si può permettere ai delinquenti di diventare quasi miti con la proiezione di film ed un revisionismo che non rende giustizia alle vittime innocenti di una vera e propria guerra armata per la quale i colpevoli non hanno mai pagato abbastanza” .</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Concorso 136 Vice Sovrintendente</title>
		<link>http://www.coispnapoli.com/2012/02/nuovo-concorso-136-vice-sovrintendente/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[News Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[136 Vice Sovrintendente]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia di Stato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Pubblicato il bando del concorso interno a 136 posti per l'accesso al corso di formazione professionale per la nomina alla qualifica di vicesovrintendente del ruolo dei sovrintendenti della Polizia di Stato, indetto con D.M. 1° febbraio 2012   </p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_3896" class="wp-caption alignleft" style="width: 228px"><a href="http://www.coispnapoli.com/wp-content/uploads/2011/05/Vice-Sovrintendente1.jpg"><img class="size-full wp-image-3896" title="Vice Sovrintendente" src="http://www.coispnapoli.com/wp-content/uploads/2011/05/Vice-Sovrintendente1.jpg" alt="Vice Sovrintendente" width="218" height="146" /></a><p class="wp-caption-text">&lt;p&gt;Vice Sovrintendente&lt;/p&gt;</p></div>
<p>Concorso interno, per titoli ed esame scritto, a 136 posti per l&#8217;accesso al corso di formazione professionale per la nomina alla qualifica di vicesovrintendente del ruolo dei sovrintendenti della Polizia di Stato, indetto con D.M. 1° febbraio 2012. &#8211; Pubblicazione bando di concorso.</p>
<p>xxx:http://www.coispnapoli.com/wp-content/uploads/2012/02/bando-Concorso-136-VOVRINTENDENTI-DELLA-POLIZIA-DI-STATO-2011-vacanze-2003.pdf</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Interrogazione parlamentare su istituzione di forme pensionistiche integrative comparto sicurezza</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 10:07:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[pensione integrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia di Stato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14669 presentata da MAURIZIO TURCO - lunedì 30 gennaio 2012, seduta n.578</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">ATTO CAMERA<br />INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14669</p>
<p style="text-align: center;">presentata da <br />MAURIZIO TURCO</p>
<p style="text-align: center;">lunedì 30 gennaio 2012, seduta n.578</p>
<p style="text-align: center;">MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. -</p>
<p>Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.</p>
<p>- Per sapere &#8211; premesso che:</p>
<p>la legge 8 agosto 1995, n. 335 recante la «Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare», ha sancito un cambiamento dei trattamenti previdenziali con il passaggio dal periodo di calcolo retributivo a quello contributivo;</p>
<p>il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia arruolato dal 1° gennaio 1996, nonché quello che alla data del 31 dicembre 1995 non poteva vantare un&#8217;anzianità retributiva pari o superiore a 18 anni, ha subito sensibili conseguenze previdenziali dalla riforma suddetta;</p>
<p>la legge 23 dicembre 1998, n. 448, all&#8217;articolo 26, comma 20 &#8211; similmente a quanto avvenuto per altri comparti &#8211; ha previsto l&#8217;istituzione di forme pensionistiche integrative per il personale del comparto sicurezza-difesa, attraverso procedure di negoziazione e di concertazione;</p>
<p>il problema in argomento, a distanza di circa diciassette anni, non è stato ancora risolto con conseguenze difficilmente giustificabili rispetto ad altri comparti;</p>
<p>il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 all&#8217;articolo 24, comma 18, ha previsto di adottare, «con regolamento da emanare entro il 30 giugno 2012», «le relative misure di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico, tenendo conto delle obiettive peculiarità ed esigenze dei settori di attività nonché dei rispettivi ordinamenti»-:</p>
<p>se il Ministro interrogato non ritenga necessario e urgente adottare iniziative normative volte a prevedere anche l&#8217;istituzione di forme pensionistiche integrative per i lavoratori del comparto sicurezza-difesa.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Servizio fuori sede &#8220;a titolo gratuito&#8221;. Il Dipartimento si inventa una nuova norma</title>
		<link>http://www.coispnapoli.com/2012/02/servizio-fuori-sede-%e2%80%9ca-titolo-gratuito%e2%80%9d-il-dipartimento-si-inventa-una-nuova-norma/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 09:52:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segreteria Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[servizio fuori sede]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: right;">MINISTERO DELL&#8217;INTERNO<br />UFFICIO AMMINISTRAZIONE GENERALE<br />DIPARTIMENTO DELLA P.S.<br />UFFICIO PER LE RELAZIONI SINDACALI<br />00184 ROMA</p>
<p>&#160;</p>
<p>OGGETTO: Servizio fuori sede “a titolo gratuito”. Il Dipartimento si inventa una nuova norma.</p>
<p>Al personale della Polizia di Stato comandato in&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">MINISTERO DELL&#8217;INTERNO<br />UFFICIO AMMINISTRAZIONE GENERALE<br />DIPARTIMENTO DELLA P.S.<br />UFFICIO PER LE RELAZIONI SINDACALI<br />00184 ROMA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>OGGETTO: Servizio fuori sede “a titolo gratuito”. Il Dipartimento si inventa una nuova norma.</p>
<p>Al personale della Polizia di Stato comandato in servizio fuori della ordinaria sede di servizio spetta il trattamento di missione previsto dalla Legge 836/1973, Legge 417/1978, D.P.R. 147/1990 e successive integrazioni e modifiche apportate per ultimo dai contratti di lavoro recepiti con D.P.R. 164/92, 170/2007 e per ultimo 51/2009.</p>
<p>La misura intera lorda giornaliera dell&#8217;indennità di missione è peraltro di euro 20,46 ed addirittura, in alternativa a tale trattamento economico di missione, l’Amministrazione, a richiesta dell&#8217;interessato, deve autorizzare, oltre al rimborso delle spese di viaggio, la corresponsione a titolo di rimborso di una somma forfettaria di euro 110,00 per ogni 24 ore compiute di missione, somma che deve essere concessa in anticipo nella misura del 90 per cento.</p>
<p>Ebbene, risulta che per taluni servizi fuori sede imposti nei confronti di personale in servizio negli Uffici periferici, il Dipartimento ha preteso di adottare una diversa norma che quella sopramenzionata, una norma inesistente e che pretende lo svolgimento del servizio in altra sede a titolo gratuito.</p>
<p>Risulta agli atti di questa Segreteria Nazionale che il Dipartimento ha comandato più volte nostri colleghi a svolgere servizio in sedi diverse da quella che è la loro ordinaria, approfittando magari della vicinanza dei familiari dei predetti con la sede di “missione” ed obbligandoli a fare istanza di aggregazione con la precisazione che il dipendente rinuncia a qualsiasi indennità che ne deriva dallo svolgimento del servizio fuori sede.</p>
<p>Ebbene, non c’è alcuna norma, se non questa che sembra divenuta “consuetudinaria” del Dipartimento e che non ha alcun valore giuridico, che consenta di inviare il personale in missione in altra sede a titolo gratuito! Neppure a richiesta del dipendente.</p>
<p>Che il Dipartimento attui tale prepotenza approfittando poi delle esigenze del personale è davvero vergognoso!</p>
<p>Invitiamo pertanto a voler urgentemente disporre il conteggio dell’indennità di missione per tutto il personale che negli ultimi anni è stato comandato dal Dipartimento ad espletare servizio in sede diversa da quella ordinaria senza corrispondergli il trattamento di missione, ed a voler consentire nei loro confronti il pagamento del trattamento economico in forma forfettaria (110,00 euro giornaliere), emolumento che gli stessi non hanno chiesto in quanto gli era stato fatto credere che esisteva la possibilità di essere comandati in missione nella sede da auspicata, ma solo a titolo gratuito.</p>
<p>Giova infatti rimarcare che il diritto all’indennità di missione non viene a mancare neppure nell’eventualità in cui l’impiego in sede diversa da quella ordinaria è disposto a seguito di richiesta del dipendente e neppure se questo afferma di rinunciare alla citata indennità, tranne che nel caso dell’art. 7 dpr 254/99.</p>
<p>Rimaniamo in attesa di urgentissimo riscontro.</p>
<p>La Segreteria Nazionale del COISP</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Citazione testi da parte AG &#8211; Recupero coatto delle spese di viaggio anticipate dai colleghi</title>
		<link>http://www.coispnapoli.com/2012/02/citazione-testi-da-parte-ag-recupero-coatto-delle-spese-di-viaggio-anticipate-dai-colleghi/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 09:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[Citazione testi da parte AG]]></category>
		<category><![CDATA[spese di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Citazione testi da parte dell'Autorità Giudiziaria - Recupero coatto delle spese di viaggio anticipate dai colleghi. Richiesta chiarimenti ed intervento.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">MINISTERO DELL&#8217;INTERNO<br />UFFICIO AMMINISTRAZIONE GENERALE<br />DIPARTIMENTO DELLA P.S.<br />UFFICIO PER LE RELAZIONI SINDACALI</p>
<p style="text-align: right;">00184 ROMA</p>
<p style="text-align: left;">OGGETTO: Citazione testi da parte dell&#8217;Autorità Giudiziaria &#8211; Recupero coatto delle spese di viaggio anticipate dai colleghi. Richiesta chiarimenti ed intervento.</p>
<p>Viene segnalata a questa Segreteria Nazionale la problematica che riguarda il recupero coatto da parte degli Uffici Amministrativi Contabili, di somme anticipate agli Operatori per coprire le spese di viaggio conseguenti alla citazione dinanzi all&#8217;Autorità Giudiziaria, nella veste di soggetti che hanno materialmente condotto delle indagini &#8211; art. 55 c.p.p. e seg. -.</p>
<p>In base alla normativa vigente, le spese correlate al vitto ed all&#8217;alloggio del personale citato come teste sono a carico dell&#8217;Amministrazione di appartenenza mentre le spese, da attribuire al viaggio, sono a carico della Procura della Repubblica che, di volta in volta, cita l&#8217;Appartenente alle Forze dell&#8217;Ordine interessato.</p>
<p>Le cancellerie dei Tribunali, infatti, richiedono l&#8217;IBAN del singolo dipendente, per poi provvedere al pagamento di quanto spetta.</p>
<p>Il problema insorge in quanto, sistematicamente, i tempi di rimborso delle spese di viaggio sono estremamente ritardati (anche due anni), per cui gli anticipi rilasciati dagli Uffici Amministrativi Contabili sulle spese di missione, vengono poi recuperati forzosamente dalla busta paga del poliziotto, anche se questi non è stato ancora rimborsato da parte dell&#8217;Autorità Giudiziaria.</p>
<p>Il Coisp non può accettare che un singolo Operatore di Polizia, costretto dalla Legge a presentarsi dinanzi all&#8217;A.G., debba pagarsi di tasca propria le spese di viaggio ed attendere anni per essere rimborsato, senza, nel frattempo, alcuna possibilità di rivalsa nei confronti di chicchessia!</p>
<p>Si ritiene quindi doveroso che si giunga, da subito, ad un cambiamento della procedura di rimborso delle spese di viaggio per cui sia l&#8217;Amministrazione Centrale del Dipartimento ad essere rimborsata dal Ministero di Giustizia, evitando così che ricadano sul singolo Operatore tali inefficienze burocratiche.</p>
<p>Alla responsabilità penale in capo al poliziotto, deve corrispondere uguale responsabilità in solido di chi lo convoca, per un rimborso immediato di quanto dovuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In attesa di un urgente riscontro alla presente, si porgono distinti saluti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">La Segreteria Nazionale del Co.I.S.P.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La beneficenza di Celentano</title>
		<link>http://www.coispnapoli.com/2012/02/la-beneficenza-di-celentano/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[Adriano Celentano]]></category>
		<category><![CDATA[beneficenza]]></category>
		<category><![CDATA[cachet]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Maccari]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>MACCARI: “CELENTANO “FA BENEFICENZA (????) CON IL SUO CACHET? GLI ALTRI OSPITI LO IMITINO E ACQUISTINO UN’AUTO DA DONARE SIMBOLICAMENTE ALLE QUESTURE DI FRONTIERA. I LORO COMPENSI SONO I NOSTRI SOLDI”</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Nel Paese dell’ipocrisia,dei falsi miti, del fumo negli occhi e dell’effetto mediatico, non poteva non inserirsi anche il Festival di Sanremo con tanto di trovata pubblicitaria che in qualche modo strumentalizza il momento di bisogno di tante famiglie italiane. Ci riferiamo alle dichiarazioni del signor Adriano Celentano che dice di voler dare in beneficenza il suo cachet ”.</p>
<p>Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, interviene sulla notizia che il cantante/attore Celentano, devolverà il suo compenso, per la partecipazione al Festival di Sanremo in beneficenza.</p>
<p>“In premessa diciamo subito che non siamo concettualmente contrari alla beneficenza, anche se preferiamo chi la fa in silenzio e con i soldi propri. Riteniamo giusto che chi più ha, più contribuisca al bene comune – sottolinea il Segretario Generale – ma è bene chiarire che non è Adriano Celentano a fare beneficenza, ma tutti i contribuenti che in questi anni hanno pagato il canone e le aziende che hanno acquistato gli spazi pubblicitari durante la trasmissione. E l’equivoco, rispetto a una presunta beneficenza, si risolve già quando Celentano dice che si farà carico anche degli oneri fiscali che graveranno a carico di chi riceverà la somma, sottraendo quindi un suo guadagno al conteggio fiscale”. “</p>
<p>Ma tant’è – dice il Segretario Generale del Coisp – se questa è la decisione la rispettiamo come tale, fiduciosi del fatto che gli italiani riusciranno a farsi una propria idea. La proposta che provocatoriamente lanciamo è un’altra. Visto che durante le serate del Festival saranno impiegati uomini e mezzi per prestare servizio e “difendere l’incolumità” di star e starlette, allora, ognuno degli ospiti “imiti” Celentano ed acquisti un’auto da dare simbolicamente alle Questure che operano in città di frontiera” .</p>
<p>“In questo modo – dice ancora il Segretario Generale del Coisp – almeno gli italiani sapranno che il loro “canone” è ben speso e avranno davvero un posto in prima fila, come recita la pubblicità della rai, ma non per ascoltare canzonette.”</p>
<p>“Al di là delle provocazioni – conclude Maccari – il problema non è a chi e dove andranno i soldi, se ci sono indigenti che possono trovare ristoro ben venga, il problema vero è che la Tv di Stato, che gli italiani pagano profumatamente, possa pensare di liquidare un compenso così alto ad un artista, mentre altri “pezzi dello Stato” continuano a servire questo Paese al prezzo delle sole briciole”.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>UN IMPRENDITORE NAPOLETANO INVITA I COLLEGHI A PAGARE IL PIZZO</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:14:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[pizzo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>UN IMPRENDITORE NAPOLETANO INVITA I COLLEGHI A PAGARE IL PIZZO PERCHE’ LO STATO LO HA LASCIATO SOLO DOPO LE DENUNCE. IL COISP LO INVITA A NON MOLLARE, MA NON RESTA SORDO AD UNA PROVOCAZIONE CARICA DI AMAREZZA E DOLORE.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Non possiamo negare che l’appello dell’imprenditore napoletano lasciato solo dallo Stato dopo aver denunciato episodi di racket, ci abbia lasciati attoniti. Indecisi sul fatto se fosse il caso di assumere una posizione su un’affermazione evidentemente provocatoria ma carica di dolore e di amara realtà ”.</p>
<p>Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, interviene sulla notizia battuta dalle agenzie secondo la quale l’imprenditore napoletano Davide Imberbe avrebbe “consigliato” ai suoi colleghi di pagare il pizzo poiché, lui pur avendo denunciato, è rimasto solo, abbandonato dallo Stato.</p>
<p>“Cogliamo tutta l’amarezza dell’imprenditore e la facciamo nostra nella parte che denuncia la solitudine di chi in questo Paese rispetta le regole – sottolinea il Segretario Generale – certo invitiamo Imberbe a non cedere alle lusinghe della malavita e a continuare la sua battaglia per la legalità opponendosi con forza a chi chiede il pizzo. Però – continua Franco Maccari – sarebbe avere i prosciutti sugli occhi non ammettere che purtroppo l’antistato trova gioco facile nelle debolezzedi un sistema che non garantisce legalità”.</p>
<p>“Quando diciamo – sottolinea il Segretario Generale del Coisp – che le nostre auto non hanno benzina, che i nostri uomini sono pochi e le nostre risorse scarse, non lo facciamo per rivendicare delle istanze fini a se stesse. Non lo diciamo perché con le auto di servizio dobbiamo andare alle feste. Lo diciamo perché, stando sulla strada a contatto con la gente, ci rendiamo conto del disagio che si vive quando si ha la consapevolezza di stare in una società che non è sicura perché gli apparati che dovrebbero dare sicurezza sono resi deboli da decisioni incomprensibili”.</p>
<p>“Noi ci auguriamo che l’imprenditore napoletano trovi ancora la forza di combattere – conclude il Segretario Generale del Coisp – ma la sua amara provocazione è anche la nostra e chiediamo che non resti inascoltata, che ai proclami ed alle parole segua la concretezza dei fatti.”</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>ANNIVERSARIO MORTE FILIPPO RACITI</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Raciti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>CINQUE ANNI DALLA MORTE DI RACITI, IL COISP NON DIMENTICA</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Sono trascorsi cinque anni da quella tragica serata in cui a Catania, nel corso degli incidenti scoppiati allo stadio, perdeva la vita l’Ispettore Capo Filippo Raciti, Medaglia d’Oro al Valore Civile. I suoi colleghi non lo dimenticano. Anzi considerano un sacro dovere quello di tenere viva la fiamma del ricordo, affinché non prevalga il senso della sconfitta, né quel terribile sentimento di assuefazione e di abitudine alla violenza che pervade la nostra società e che rischia di essere più pericoloso della violenza stessa”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia. “La morte di Filippo Raciti &#8211; prosegue Maccari &#8211; ha segnato con un dolore lacerante le vite dei suoi familiari e dei suoi amici e colleghi. A rinnovare quel dolore è spesso la diffusa indifferenza, che per qualcuno diventa addirittura compiacimento, verso i continui atti di violenza e le aggressioni contro gli Uomini in Divisa che ogni giorno sono chiamati a garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. Se oggi le Istituzioni hanno fatto qualche passo avanti nel tentativo di arginare l’assurda violenza nel mondo del calcio, lo dobbiamo anche al sacrificio del nostro collega. Ma c’è ancora tanto da fare e nulla si può ottenere senza un risveglio delle coscienze, che faccia finalmente prevalere i valori della tolleranza, del confronto, del rispetto dell’altro, della sacralità della vita. Allo stesso tempo, serve uno scatto di orgoglio dei nostri vertici istituzionali, affinché ci mettano nelle condizioni di svolgere il nostro lavoro in maniera efficiente, sicura e dignitosa, anziché mandarci al massacro come facile bersaglio della rabbia che cresce nella società per le tante ingiustizie e le difficoltà in cui versa il nostro Paese”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Direttori Tecnici &#8211; Concorsi interni, per titoli ed esami</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 07:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[concorso interno]]></category>
		<category><![CDATA[Direttore Tecnico]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Concorsi interni, per titoli ed esami, a 6 posti di primo dirigente tecnico fisico, 7 posti di primo dirigente tecnico ingegnere e 2 posti di primo dirigente medico della Polizia di Stato, indetti con decreti del 27 gennaio 2012. - Pubblicazione dei bandi di concorso.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si trasmette copia della circolare inerente la pubblicazione dei bandi dei concorsi in oggetto indicati. Concorsi interni, per titoli ed esami, a 6 posti di primo dirigente tecnico fisico, 7 posti di primo dirigente tecnico ingegnere e 2 posti di primo dirigente medico della Polizia di Stato, indetti con decreti del 27 gennaio 2012. &#8211; Pubblicazione dei bandi di concorso.</p>
<p>xxx:http://www.coispnapoli.com/wp-content/uploads/2012/02/CONCORSO-INTERNO-A-6-POSTI-DIRIGENTE-TECNICO-FISICO-7-POSTI-DIRIGENTE-TECNICO-INGEGNERE-2-POSTI-DIRIGENTE-MEDICO.BANDI-DI-CONCORSI.pdf</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Concorso pubblico per Commissari &#8211; Grazie al COISP presi gli idonei dei concorsi 2005, 2006 e 2007</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[Concorso pubblico per Commissari]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia di Stato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ancora una volta la nostra attività, fortemente circostanziata sotto l’aspetto normativo, è stata riconosciuta valida dal Dipartimento, con somma gioia dei colleghi interessati. </p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie ai pressanti e precisi interventi del COISP, il Dipartimento emanerà un provvedimento volto a far partecipare al corso di formazione per Commissario che ha avuto inizio il 29 dicembre 2011, anche i 6 idonei non vincitori dei concorsi degli anni 2005, 2006 e 2007.   Ancora una volta la nostra attività, fortemente circostanziata sotto l’aspetto normativo, è stata riconosciuta valida dal Dipartimento, con somma gioia dei colleghi interessati. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Concorso 108 sovrintendenti &#8211; Ricorso respinto</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 13:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Concorso 108 sovrintendenti]]></category>
		<category><![CDATA[ricorso respinto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Esito ricorso presso  Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concorso 108 sovrintendenti. Ricorso respinto: depositata la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio sul ricorso numero di registro generale 6217 del 2010.   </p>
<p>xxx:http://www.coispnapoli.com/wp-content/uploads/2012/01/Concorso-108-sovrintendenti-Ricorso-respinto.pdf</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Assunzione di incarichi presso associazioni senza scopo di lucro</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 13:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni senza scopo di lucro]]></category>
		<category><![CDATA[Incarichi]]></category>
		<category><![CDATA[presidente]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il personale della Polizia di Stato non può esercitare il commercio, l'industria né alcuna professione o mestiere o assumere impieghi pubblici o privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, salvo i casi previsti da disposizioni speciali”, ha puntualizzato che “anche se l’associazione in questione non ha scopo di lucro, il dipendente ricoprendo la carica di Presidente si potrebbe trovare, direttamente o come responsabile, a compiere operazioni economico-finanziarie per il finanziamento ed il patrimonio dell’associazione, ponendosi in contrasto con quanto previsto dalla suddetta normativa”</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MINISTERO DELL&#8217;INTERNO<br />UFFICIO AMMINISTRAZIONE GENERALE <br />DIPARTIMENTO DELLA P.S. <br />UFFICIO PER LE RELAZIONI SINDACALI <br />00184 ROMA</p>
<p>OGGETTO: Assunzione di incarichi presso associazioni senza scopo di lucro.</p>
<p>In risposta alla comunicazione di un dipendente di rivestire la carica di Presidente in seno ad un’associazione sportiva dilettantistica senza fini di lucro, la Direzione Centrale per le Risorse Umane dopo aver richiamato l’art. 50 del d.P.R. 335/1982, il quale prevede espressamente che: “Il personale della Polizia di Stato non può esercitare il commercio, l&#8217;industria né alcuna professione o mestiere o assumere impieghi pubblici o privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, salvo i casi previsti da disposizioni speciali”, ha puntualizzato che “anche se l’associazione in questione non ha scopo di lucro, il dipendente ricoprendo la carica di Presidente si potrebbe trovare, direttamente o come responsabile, a compiere operazioni economico-finanziarie per il finanziamento ed il patrimonio dell’associazione, ponendosi in contrasto con quanto previsto dalla suddetta normativa” per poi affermare che avendo “il Presidente la firma e la rappresentanza legale e giudiziale dell’associazione, l’interessato avendo la responsabilità dell’amministrazione e rappresentando legalmente l’associazione, si potrebbe trovare in una situazione incompatibile ed inopportuna per un dipendente della Polizia di Stato”.</p>
<p>Di conseguenza la citata Direzione ha negato al dipendente di ricoprire la carica di Presidente dell’associazione dilettantistica in questione.</p>
<p>Ciò premesso, considerato che l’articolo sopra citato vieta l’esercizio del commercio, dell’industria, di una professione o mestiere o l’assunzione di incarichi pubblici o privati o l’accettazione di cariche in società costituite a fine di lucro, non rientrando l’associazione senza fini di lucro e le eventuali cariche in essa ricoperta tra i divieti esplicitati dalla norma, si chiede di conoscere su quale base normativa la citata Direzione avrebbe inteso estendere i divieti soprarichiamati e quindi, di fatto, legiferare anche contro le associazioni no profit.</p>
<p>Tutti i dipendenti, peraltro, compiono operazioni economico-finanziarie per il finanziamento ed il patrimonio della propria famiglia, hanno poteri di firma sulla loro proprietà mobiliare ed immobiliare, e – come tutti i cittadini – responsabilità legale e giudiziale delle proprie azioni e, in alcuni casi, anche di alcuni componenti dello stato familiare.</p>
<p>Che ne facciamo di questi 100.000 poliziotti che nell’espletamento delle suddette attività potrebbero trovarsi in una situazione incompatibile ed inopportuna per un dipendente della Polizia di Stato?</p>
<p>In attesa di cortese urgente riscontro, che sia rispettoso delle norme e non fantasioso, l’occasione è gradita per inviare i più Cordiali Saluti.</p>
<p>La Segreteria Nazionale del COISP</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Introduzione della Posta Elettronica Certificata. Richiesta delucidazioni ed invio circolare</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 13:40:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[Circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Posta Elettronica Certificata]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Introduzione della Posta Elettronica Certificata presso gli Uffici centrali e periferici dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza. Richiesta delucidazioni ed invio circolare.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La presente fa riferimento alla nota di codesto Ufficio per le Relazioni Sindacali prot. N.557/RS/01/59/1350 del 22 dicembre 2011, avente pari oggetto.</p>
<p>La ripetute sollecitazioni scritte sull&#8217;argomento, che sono state man mano inviate alle Segreterie Provinciali e Regionali del Coisp dalle articolazioni periferiche dell&#8217;Amministrazione, indicavano la PEC quale unico mezzo di comunicazione accettato, intimando a questa O.S. di ottemperare a non meglio specificate disposizioni di legge e di dotarsi della PEC, come si evince dagli esempi allegati.</p>
<p>L&#8217;introduzione della PEC quindi, non essendo evidentemente stata supportata da un&#8217;adeguata informazione diretta agli Uffici di Polizia, sta creando notevoli disagi a chi si trova ad interloquire con le articolazioni periferiche dell&#8217;Amministrazione.</p>
<p>Giova infatti sottolineare che:</p>
<p>- gli indirizzi di Posta elettronica corporate, intesi come quelli forniti agli operatori secondo la forma nome.cognome@poliziadistato.it, non essendo PEC, rendono ugualmente difficoltose le comunicazioni tra Amministrazione e dipendente;</p>
<p>- le comunicazioni via PEC possono essere effettuate solamente verso i soggetti che hanno fornito la propria PEC e dato esplicito assenso all&#8217;utilizzo della stessa come recita il comma 1 dell&#8217;art. 6 del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 aggiornato con le modifiche introdotte dal D.Lgs. 4 aprile 2006 recante disposizioni integrative e correttive Codice dell&#8217;amministrazione digitale: Le pubbliche amministrazioni centrali utilizzano la posta elettronica certificata, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, per ogni scambio di documenti e informazioni con i soggetti interessati che ne fanno richiesta e che hanno preventivamente dichiarato il proprio indirizzo di posta elettronica certificata.</p>
<p>Come già richiesto, si prega quindi di volere urgentemente estendere le informazioni contenute nella risposta inviata a questa Segreteria Nazionale, a tutti gli Uffici di Polizia sul territorio nazionale, tenendo presente che fino ad allora, la comunicazione istituzionale risulta ben lungi dal raggiungere l&#8217;obiettivo di efficienza ed efficacia che si vorrebbero date per ottenute.</p>
<p>Si prega, inoltre, di volere impartire analoghe e dettagliate informazioni ai responsabili del mantenimento dei flussi di comunicazioni elettronica, quali le Zone TLC ed i referenti informatici degli Uffici di Polizia, affinché ogni eventuale problematica tecnica possa trovare immediata risoluzione e non compromettere o ritardare le comunicazioni dirette ad indirizzi di posta elettronica certificata. In attesa di un urgente riscontro alla presente, si porgono distinti saluti.</p>
<p>La Segreteria Nazionale del Co.I.S.P.</p>
<p>xxx:http://www.coispnapoli.com/wp-content/uploads/2012/01/Introduzione-della-Poste-Elettronica-Certificata-presso-gli-Uffici-centrali-e-periferici-dellAmministrazione-della-Pubblica-Sicurezza.-Richiesta-delucidazioni-ed-invio-circolare.pdf</p>
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		</item>
		<item>
		<title>SVUOTA CARCERI, MINISTRO GUARDI IL VIDEO DI REPUBBLICA&#8230;..!!!!</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 13:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[Camere di sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[coisp]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[svuota-carceri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il sito delle inchieste di Repubblica mostra esempio di mini-camera di sicurezza, il Coisp: “Più confortevoli le cucce dei canili, e poi almeno lì sono previsti vitto e assistenza. Ma il Ministro Severino non ha visto il video…..”</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Ci pare proprio che, fino ad ora, solo le nostre parole in merito alla dannosità ed alla impraticabilità del trattenimento degli arrestati in attesa di direttissima presso le camere di sicurezza, siano state suffragate da dati concreti. E non, invece, le parole di chi sostiene il contrario, il Ministro Severino in primis. L’ennesima prova a conforto di quanto affermiamo viene dal sito di Repubblica dove, nella sezione dedicata alle inchieste (http://video.repubblica.it/le-inchieste/mini-celle-da-4-metri-quadrati), fa bella mostra di sé un magnifico esempio di comune e diffusa camera di sicurezza, carina e confortevole, spaziosa e luminosa certo, ma mai quanto le cucce dei canili…!!!”.</p>
<p>Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, non cede il passo sulla dibattuta questione legata al decreto cosiddetto svuota-carceri del Ministro della Giustizia Paola Severino e, in particolare, alla previsione che gli arrestati in attesa di giudizio direttissimo (da svolgersi entro 48 ore dall’arresto) debbano essere trattenuti presso le camere di sicurezza delle Forze di Polizia. Una previsione che ha scatenato polemiche e, soprattutto, la reazione proprio delle rappresentanze delle Forze dell’Ordine che continuano a segnalare le difficoltà enormi che la norma causerà, cui non corrisponderà alcun serio beneficio nell’alleggerimento del lavoro di chi opera in carcere, dal momento che tutto il personale da destinare alla sorveglianza degli arrestati (dieci Agenti di Polizia per un detenuto) sarà inevitabilmente sottratto agli altri servizi specifici. Questo, negli uffici di dimensioni ridotte, dove magari è in servizio una sola Volante per turno, significherà che nessuno sarà in strada a presidiare il territorio. Ma di più, le problematiche connesse all’incriminata previsione dello svuota-carceri sono molte altre e riguardano anche l’assistenza agli arrestati (da quella alimentare a quella sanitaria, ecc…) che gli uffici di Polizia non sono predisposti a fornire nonché, ultima ma non ultima, l’inidoneità della stragrande maggioranza delle camere di sicurezza al contenimento degli arrestati per un tempo più lungo di quello da dedicare alle formalità di rito, a causa delle condizioni delle strutture. A questo specifico aspetto è dedicato il servizio di Repubblica che mostra i bugigattoli di un ufficio di Polizia dove gli arrestati dovrebbero essere ristretti, in condizioni realmente non degne di un Paese civile. “Un video che – aggiunge Maccari –, ovviamente, dobbiamo ritenere il Ministro non abbia visto. Perché altrimenti ciò vorrebbe dire che mente sapendo di mentire quando afferma che ‘…c’è stato un vaglio preliminare da parte delle Forze di Polizia e delle Forze interessate sull’idoneità delle camere di sicurezza si è fatto scrupolo di valutare se fossero adeguate per il contenimento dei detenuti per poche ore’, come ha fatto in Senato durante la discussione sul decreto”.</p>
<p>“Allora ci pensiamo noi con la nostra segnalazione – insiste il Segretario del Coisp – a rimediare alla carenza informativa del Ministro, che si fa forte di un asserito accordo con il Ministro dell’Interno a proposito dell’infausta previsione che da più parti, in realtà, è avversata duramente”.</p>
<p>“Signor Ministro – conclude Maccari –, poiché si tratta di mettere mano ad equilibri particolarmente delicati e già compromessi in un settore come quello della Sicurezza pubblica, che potrebbe risentire gravemente di ulteriori infelici manovre considerate le condizioni lavorative già proibitive, ci pare doveroso non basarsi su sentito dire, o su ipotesi, o su valutazioni di parte, o su nient’altro che non siano fatti concreti. Fatti, significa verifica delle condizioni reali delle camere di sicurezza, fatti significa studio dei piani di lavoro degli uffici che non saranno in grado di far fronte a tutti i propri impegni, fatti significa confronto reale, messo nero su bianco, su chi opera nel Comparto. I fatti, signor Ministro, non consentono interpretazioni di sorta, e tengono al riparo dal sospetto che, come siamo stati tristemente abituati a veder fare ai suoi predecessori, si utilizzino i soliti giri di parole semplicemente per fare come meglio si crede, anche a costo di risultare del tutto incoerenti con le altre componenti dell’amministrazione del Paese”.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>SVUOTA CARCERI, CENSIRE CAMERE DI SICUREZZA</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 12:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[Camere di sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[coisp]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[svuota-carceri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Coisp al Ministro Severino: “Censire le camere di sicurezza per verificarne l’idoneità a contenere i detenuti. Fasullo parlare di un contenimento di poche ore e rimane il problema di sorveglianza e assistenza</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Camere di sicurezza idonee a trattenere i detenuti? Il Ministro Severino faccia seguire le sue parole da un vero e proprio ‘censimento’ delle strutture per dimostrare che l’affermazione è vera. Raccogliere i dati dagli uffici non costerà nulla e dimostrerà se abbiamo ragione o meno a dire che questa previsione è inattuabile ed insostenibile”.</p>
<p>Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta le parole del Ministro della Giustizia, Paola Severino che, nell’aula del Senato chiamata ad esaminare il decreto del Governo sul sovraffollamento delle carceri, è tornata sulla questione dell’utilizzo delle camere di sicurezza per trattenere gli arrestati in attesa di giudizio per direttissima, affermando tra l’altro: “C’è stato un vaglio preliminare da parte delle Forze di Polizia e delle Forze interessate sull’idoneità delle camere di sicurezza si è fatto scrupolo di valutare se fossero adeguate per il contenimento dei detenuti per poche ore”.</p>
<p>“Siamo veramente perplessi quando sentiamo il Ministro parlare di un contenimento dei detenuti ‘per poche ore’ – aggiunge Maccari – perché dall’alto della sua professionalità e competenza in materia, sa perfettamente che questa affermazione è fuorviante e non realistica e che spesso è un problema effettuare le direttissime entro le 48 ore, figuriamoci in un periodo ancora più breve. E far ‘sostare’ gli arrestati nelle camere di sicurezza per il tempo necessario alle procedure di rito (questo sì che richiede poche ore) è cosa ben diversa dal trattenerli in attesa che si metta in moto la macchina giudiziaria con tutte le sue complessità. Le camere di sicurezza, nella stragrande maggioranza dei casi, non sono idonee e comunque – conclude Maccari &#8211; resta completamente irrisolto il nodo dell’assistenza e della sorveglianza degli arrestati, per cui i Poliziotti non sono attrezzati nel primo caso e non sono in servizio in numero sufficiente nel secondo, almeno se si vuole continuare a garantire la loro fondamentale presenza sulle strade a tutela dei cittadini”.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il COISP ha incontrato il Ministro Annamaria Cancellieri</title>
		<link>http://www.coispnapoli.com/2012/01/il-coisp-ha-incontrato-il-ministro-annamaria-cancellieri/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 12:46:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[coisp]]></category>
		<category><![CDATA[Ministro Annamaria Cancellieri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nel pomeriggio odierno, presso il Ministero dell'Interno, il COISP ha incontrato il Ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri ed il Capo della Polizia Prefetto Antonio Manganelli.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel pomeriggio odierno, presso il Ministero dell&#8217;Interno, il COISP ha incontrato il Ministro dell&#8217;Interno Annamaria Cancellieri ed il Capo della Polizia Prefetto Antonio Manganelli.</p>
<p>L&#8217;importante momento di confronto ha visto il COISP protagonista nel sollecitare l&#8217;intervento del Ministro dell&#8217;Interno e del Governo in generale sulle tematiche più importanti che da tempo attanagliano il personale della Polizia di Stato.</p>
<p>In particolare è stata evidenziata la necessità di procedere rapidamente al pagamento degli assegni di funzione e degli automatismi stipendiali maturati nel corso del 2011, attraverso il fondo perequativo che ormai ha esaurito tutto l&#8217;iter procedurale.</p>
<p>È stata rappresentata la necessità di procedere ad una revisione delle procedure concorsuali sia per consentire l&#8217;immissione alla qualifica iniziale della Polizia di Stato, sia per evitare sperequazioni nei confronti del personale appartenente al ruolo tecnico-scientifico; è stata inoltre puntualizzata l&#8217;inaccettabile situazione dei Vfp4 che sebbene risultati vincitori del concorso per accedere alla Polizia di Stato sono costretti dall’attuale normativa a trascorrere quattro lunghi anni presso l&#8217;esercito.</p>
<p>La discussione ha visto il COISP rappresentare come qualsiasi armonizzazione del sistema previdenziale dei poliziotti non può non tenere in considerazione la specificità dei compiti loro affidati. Quindi ha chiesto che su tale argomento sia aperto un apposito tavolo di confronto.</p>
<p>Il COISP di seguito ha esplicitato la richiesta di utilizzare finalmente le risorse del Fondo Unico Giustizia, risorse più volte promesse dal precedente esecutivo e che oggi potrebbero essere necessarie a finanziare il Fondo Perequativo per gli anni 2012 e 2013. In tale contesto questa O.S. ha sostenuto con forza la necessità di procedere alla realizzazione del riordino delle carriere realizzando in questa fase almeno una Legge Delega a cui poi poter vincolare future risorse economiche, così da non essere più scippati dei fondi appositamente accantonati.</p>
<p>Altra tematica di rilevante importanza rappresentata al Ministro, è l’opportunità di costituire una Commissione parlamentare “Interni” e la conseguente distinzione dei Comparti Sicurezza e Difesa.</p>
<p>Al termine dell&#8217;incontro il COISP ha consegnato un documento dettagliato delle priorità dei poliziotti al Ministro dell&#8217;Interno il quale, apprezzando l’intervento di questa O.S., ha assicurato il proprio forte impegno nella risoluzione delle tematiche evidenziate, precisando altresì che in tempi rapidi sarà convocato un nuovo incontro per una disamina approfondita dei provvedimenti realizzabili.</p>
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		<title>79° Corso Allievi Agenti di P.S. – 30° Anniversario</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 12:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[30° Anniversario]]></category>
		<category><![CDATA[79° Corso Allievi Agenti di P.S.]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I colleghi frequentatori del 79° Corso Allievi Agenti di P.S. compiono quest’anno 30 anni di servizio e nell’occasione hanno manifestato l’intenzione di ritrovarsi il 15 marzo p.v. “per suggellare l’importante traguardo”.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Preg.mo Signor Capo della Polizia,</p>
<p>i colleghi frequentatori del 79° Corso Allievi Agenti di P.S. compiono quest’anno 30 anni di servizio e nell’occasione hanno manifestato l’intenzione di ritrovarsi il 15 marzo p.v. “per suggellare l’importante traguardo”.</p>
<p>Il “Comitato Organizzatore”, di cui fa parte anche il Segretario Generale Regionale del COISP Sardegna, Gilberto PISU, ha inviato una missiva al Direttore della Scuola Allievi Agenti “Antonio Cardile” di Alessandria, indirizzata anche alla S.V. per conoscenza, con la quale è chiesta la possibilità di utilizzare la struttura della predetta scuola per realizzare il citato “raduno” nonché per trascorrere la notte del 14 marzo e consumare in tale giornata il secondo ordinario presso la mensa.</p>
<p>Nell’allegare la citata missiva, La prego, Preg.mo Signor Capo della Polizia, di voler valutare benevolmente la possibilità di favorire quanto è in essa richiesto.</p>
<p>Con sincera e profonda stima,</p>
<p style="text-align: right;">Il Segretario Generale del Co.I.S.P.</p>
<p style="text-align: right;">Franco Maccari</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Decreto svuota carceri e camere d&#8217;attesa</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 12:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segreteria Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[camere d'attesa]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto svuota carceri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Decreto svuota carceri e camere d’attesa – Questura di Napoli – Chiarimenti urgenti e richiesta sopralluogo ambienti di lavoro</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Signor Questore Napoli</p>
<p>Egregio Signor Questore, in queste ore la sequela di notizie, fornite dai mass media e dalle altre province italiane in seguito all’attuazione del cosiddetto “decreto svuota carceri”, ci spinge a porLe in evidenza, in via assolutamente preventiva, alcune problematiche inerenti le camere d’attesa della Questura di Napoli –</p>
<p>Come noto il Decreto legge 22 dicembre 2011, n. 211, pubblicato sulla Gazz.Uff. del 22 dicembre 2011 n. 297, entrato in vigore il giorno successivo, ha introdotto sostanziali interventi per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri, modificando di fatto alcuni articoli del codice di procedura penale e le norme di attuazione ad esso relative, oltre ad immetterne alcuni nuovi –</p>
<p>Tali norme, che evitiamo di rammentare ed evidenziare, obbligano a particolari e maggiori oneri il personale tutto della Polizia di Stato, non esimendo da ciò il personale in forza presso la Questura, i Commissariati e gli Uffici o Reparti tutti della città e della provincia di Napoli –</p>
<p>Tra l’altro l’obbligo di custodia dell’arrestato, presso le camere di attesa che, in seguito all’attuazione di tale decreto, saranno vere e proprie camere di sicurezza, non può evitarci di porre in evidenza le disposizioni sull’ordinamento penitenziario e dell’esecuzione delle misure privative limitative della libertà, previste dagli artt.2/6/8/9/10/18/29 della Legge 26 luglio 1975, n. 354 e successive modifiche -</p>
<p>Chiarito ciò, si sottolinea che le camere d’attesa, site all’interno della locale Questura, constano nel numero di quattro, dotate di nudi spazi murali adibiti a letto, con coperte non igienicamente adeguate, in quanto da tempo immemore non se ne effettua il cambio e forse il dovuto lavaggio –</p>
<p>Inoltre, ci viene da più fonti riferito che, in caso di necessità, una venga riservata a persona sottoposta a fermo e/o arresto di sesso femminile, scelta che ci appare alquanto incoerente, data la presenza di un solo servizio igienico ad uso comune per entrambi i sessi, naturalmente esterno alle stesse ed usufruibile, come da norme di sicurezza, solo se accompagnati da un operatore –</p>
<p>Tutto ciò è stato posto alla Sua attenzione perché, se il decreto è stato firmato per evitare il sovraffollamento delle carceri e permettere agli arrestati colti in flagranza di reato di giungere al giudice di prime cure senza trascorrere del tempo negli istituti di pena, non si è messo in conto che la sosta di 48h o 72h ore nelle camere di sicurezza reca ai colleghi ulteriori responsabilità e notevole aumento del proprio carico di lavoro -</p>
<p>Logisticamente, le camere d’attesa partenopee (quelle di Via Medina, ma non ci dimentichiamo quelle che sono ancora in qualche commissariato sezionale e/o distaccato, vedasi Scampia, Torre Annunziata, Torre del Greco, Castellammare di Stabia, Pompei, Ischia e Capri) non riteniamo possano sopportare tale incombenza, né sotto l’aspetto funzionale né tantomeno sotto l’aspetto del carico di lavoro degli operatori, costretti poi ad ulteriori responsabilità –</p>
<p>Il precipuo intento di quanto esposto è quello di prevenire e, soprattutto, comprendere come la Questura di Napoli voglia affrontare la problematica derivante dal “decreto svuota carceri”; con quali disposizioni, voglia impiegare il personale e quale personale sarà preposto a tale responsabilità, qualora se ne presenti l’occasione –</p>
<p>Questa O.S., infatti, ritiene che tali camere d’attesa non siano idonei luoghi di custodia, per cui si chiede che, tale inidoneità, venga nell’immediato rappresentata alla locale Autorità Giudiziaria, ravvisando la necessità di condurre ogni arrestato presso una casa circondariale -</p>
<p>Quanto sopra senza contare che, in una città calda quale quella partenopea, il via vai di parenti ed amici nella zona antistante la Questura, o Commissariato che sia, al solo scopo di intimidire la vigilanza o far sentire la propria voce al congiunto poco prima tratto in arresto, renderebbe gli spazi limitrofi agli Uffici di Polizia totalmente invivibili –</p>
<p>A tutto ciò si aggiunge che le nostre camere di sicurezza, data la molteplicità dei reati che si perpetrano sul territorio cittadino, diventano il ricettacolo di delinquenza delle specie più svariate, partendo dai nomadi di etnia Rom e finendo agli extracomunitari del Sud Africa, senza contare la locale delinquenza che interseca le proprie maglie in tutta la città con ramificazioni facenti capo a più clan camorristici in contrasto fra loro !!!</p>
<p>Egregio Signor Questore, questa O.S. non intende fasciarsi la testa prima di rompersela, ma intende esaminare le problematiche sviscerandole singolarmente alfine di non sovraccaricare i compiti d’istituto da demandare ai colleghi che operano in dette camere di sicurezza, e non recare problemi agli operatori allorquando, trovatisi a trarre in arresto un reo, dovrebbero poi piantonarlo fino alla data del primo dibattimento, togliendo così forza lavoro al controllo del territorio o ad altri compiti d’istituto, andando ad inficiare tutte quelle attività di cui la cittadinanza partenopea reclama i diritti –</p>
<p>Questa O.S., inoltre, in relazione a quanto di propria competenza ex D.L.vo 81/2008, chiede di poter effettuare sopralluogo agli ambienti di lavoro presso le Camere di attesa della locale Questura, dei Commissariati sezionali e distaccati , qualora fossero in uso -</p>
<p>Gli incontri, previa accordo fra le parti su date ed ora, alfine di esprimere il proprio parere riguardo la sicurezza dei luoghi di lavoro e degli ambienti ad esso adibiti -</p>
<p>Certi che quanto descritto non sia sfuggito agli occhi attenti di chi, come Lei, è accorto alle problematiche della città, fiduciosi in un Suo immediato intervento affinché nulla venga a mutare in seguito all’attuazione del decreto di cui trattasi, in attesa di riscontro e di accordo su giorno ed ora del sopralluogo, l’occasione è gradita per porgerVi i Migliori saluti –</p>
<p style="text-align: right;">Il Segretario Generale Provinciale</p>
<p style="text-align: right;">Giulio Catuogno</p>
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		<title>E SE I POLIZIOTTI RISTRUTTURASSERO LE CAMERE DI SICUREZZA&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 12:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[coisp]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[svuota-carceri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Svuota carceri - la soluzione del Coisp per i detenuti in attesa di direttissima: “I Poliziotti, dopo l’arresto, la sorveglianza, l’assistenza nutrizionale e sanitaria, possono anche ristrutturare le camere di sicurezza!”</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Dopo notti insonni trascorse a tormentarci per le ulteriori grane riversatesi su di noi dopo le gravose previsioni del cosiddetto svuota-carceri, che ci attribuisce nuovi compiti a gogò tutti da scoprire a cui non siamo affatto deputati né peraltro preparati, abbiamo finalmente trovato l’idea che risolverà gran parte dei problemi, quantomeno degli arrestati che dovremo trattenere presso le nostre inumane e indecorose camere di sicurezza: il Poliziotto muratore-imbianchino!”.</p>
<p>Ironizza così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, tornando su una questione che da settimane tiene banco a proposito del decreto legge del Ministro Paola Severino per fronteggiare l’emergenza del sovraffollamento delle carceri, nel quale è stabilito, tra l’altro, che gli arrestati in attesa di giudizio direttissimo vengano trattenuti nelle camere di sicurezza delle Forze dell’Ordine. Una previsione che ha scatenato la reazione dei Rappresentanti del Comparto, a causa delle insostenibili complicazioni che ciò comporterà nell’espletamento del servizio, poiché gli uomini impegnati nella sorveglianza degli arrestati – ben dieci in una giornata per una singola persona da sorvegliare &#8211; saranno sottratti ai compiti che gli sono invece propri per garantire la sicurezza dei cittadini, ed anche per via della totale inadeguatezza delle cosiddette camere di sicurezza, il più delle volte vetuste, cadenti e totalmente prive di ogni mezzo necessario a far fronte alle necessità dell’arrestato, al quale è anche impossibile garantire assistenza sanitaria o di qualsiasi altro genere o fornire vitto adeguato all’interno degli uffici.</p>
<p>“Le nuove statuizioni del Governo &#8211; insiste Maccari &#8211; ci hanno già di fatto trasformato in perfetti factotum che cominciano con l’andare in strada, fermare chi commette un reato (ma solo uno, perché poi i Poliziotti non hanno più tempo e modo di fermarne altri, dovendo restare a vigilare sul primo sfortunato che incappa nelle loro mani!), arrestarlo, portarlo nei nostri uffici, e poi procurargli da mangiare, da bere e tutto il necessario per lavarsi ed espletare gli altri suoi bisogni vari, dopo, ovviamente, avergli fatto anche un controllino medico per vedere che non sia affetto da qualche malattia infettiva o altro che noi stessi, poi, porteremmo a casa dai nostri bambini!”.</p>
<p>“Beh &#8211; aggiunge il Segretario del Coisp -, visto e considerato che dobbiamo provvedere a tutto questo, senza peraltro avere i minimi strumenti necessari, perché fermarsi qui? Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno! Possiamo benissimo munirci di cappellino di carta di giornale e, cazzuola alla mano, provvedere noi stessi alla ristrutturazione totale delle camere di sicurezza. Così almeno salviamo la faccia a chi ha stabilito di farci trattenere gli arrestati negli uffici per fronteggiare l’emergenza carceri. Immaginate che figura faranno altrimenti i nostri governanti frettolosi quando sarà chiaro a tutti che questa cosa non risolve un bel nulla di nulla, considerato non solo che una tale previsione è totalmente inutile di fronte ad un’emergenza di ben altre proporzioni, ma soprattutto che non sarà praticamente attuata quasi mai, dal momento che alle camere di sicurezza non si può far ricorso se non sono in condizioni idonee. Oggi a malapena sono utilizzabili gli uffici dove lavoriamo e dove ci arrabattiamo senza mezzi sufficienti per quelli che in origine erano i nostri compiti, figuriamoci quante camere di sicurezza in Italia saranno in condizioni di ospitare dignitosamente qualcuno…”. “Se al Ministero non ritrovano lucidità &#8211; conclude Maccari &#8211; e non intervengono subito a riportare le cose nell’alveo della realtà, della concretezza e della reale utilità, confrontandosi ulteriormente con chi segnala pericoli di disfunzioni gravi nella gestione della Sicurezza, allora veramente a noi Poliziotti non resta che cominciare a impastare il cemento”</p>
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		<title>Obbligo di custodire arrestati presso Camere di Sicurezza &#8211; Emendamenti al d.l. 211/2011</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 11:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[Arrestati]]></category>
		<category><![CDATA[Camere di sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[d.l. 211/2011]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>D.L. 22 dicembre 2011, n. 211,  concernente   “Interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri” OBBLIGO DI CUSTODIRE GLI ARRESTATI PRESSO LE CAMERE DI SICUREZZA DEGLI UFFICI DI POLIZIA Effetti negativi sulla Sicurezza dei Cittadini!</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Decreto legge 22 dicembre 2011, n. 211, pubblicato sulla Gazz.Uff. del 22 dicembre 2011 n. 297 ed entrato in vigore il giorno successivo, ha introdotto significativi interventi per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri modificando taluni articoli del codice di procedura penale e delle sue norme di attuazione, ovvero introducendone alcuni nuovi.</p>
<p>xxx:http://www.coispnapoli.com/wp-content/uploads/2012/01/Obbligo-di-custodire-arrestati-presso-Camere-di-Sicurezza-Emendamenti-al-d.l.-211-2011.pdf</p>
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