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SVUOTA CARCERI, MINISTRO GUARDI IL VIDEO DI REPUBBLICA…..!!!!

Il sito delle inchieste di Repubblica mostra esempio di mini-camera di sicurezza, il Coisp: “Più confortevoli le cucce dei canili, e poi almeno lì sono previsti vitto e assistenza. Ma il Ministro Severino non ha visto il video…..”

21 gennaio 2012 - Ultimissime

“Ci pare proprio che, fino ad ora, solo le nostre parole in merito alla dannosità ed alla impraticabilità del trattenimento degli arrestati in attesa di direttissima presso le camere di sicurezza, siano state suffragate da dati concreti. E non, invece, le parole di chi sostiene il contrario, il Ministro Severino in primis. L’ennesima prova a conforto di quanto affermiamo viene dal sito di Repubblica dove, nella sezione dedicata alle inchieste (http://video.repubblica.it/le-inchieste/mini-celle-da-4-metri-quadrati), fa bella mostra di sé un magnifico esempio di comune e diffusa camera di sicurezza, carina e confortevole, spaziosa e luminosa certo, ma mai quanto le cucce dei canili…!!!”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, non cede il passo sulla dibattuta questione legata al decreto cosiddetto svuota-carceri del Ministro della Giustizia Paola Severino e, in particolare, alla previsione che gli arrestati in attesa di giudizio direttissimo (da svolgersi entro 48 ore dall’arresto) debbano essere trattenuti presso le camere di sicurezza delle Forze di Polizia. Una previsione che ha scatenato polemiche e, soprattutto, la reazione proprio delle rappresentanze delle Forze dell’Ordine che continuano a segnalare le difficoltà enormi che la norma causerà, cui non corrisponderà alcun serio beneficio nell’alleggerimento del lavoro di chi opera in carcere, dal momento che tutto il personale da destinare alla sorveglianza degli arrestati (dieci Agenti di Polizia per un detenuto) sarà inevitabilmente sottratto agli altri servizi specifici. Questo, negli uffici di dimensioni ridotte, dove magari è in servizio una sola Volante per turno, significherà che nessuno sarà in strada a presidiare il territorio. Ma di più, le problematiche connesse all’incriminata previsione dello svuota-carceri sono molte altre e riguardano anche l’assistenza agli arrestati (da quella alimentare a quella sanitaria, ecc…) che gli uffici di Polizia non sono predisposti a fornire nonché, ultima ma non ultima, l’inidoneità della stragrande maggioranza delle camere di sicurezza al contenimento degli arrestati per un tempo più lungo di quello da dedicare alle formalità di rito, a causa delle condizioni delle strutture. A questo specifico aspetto è dedicato il servizio di Repubblica che mostra i bugigattoli di un ufficio di Polizia dove gli arrestati dovrebbero essere ristretti, in condizioni realmente non degne di un Paese civile. “Un video che – aggiunge Maccari –, ovviamente, dobbiamo ritenere il Ministro non abbia visto. Perché altrimenti ciò vorrebbe dire che mente sapendo di mentire quando afferma che ‘…c’è stato un vaglio preliminare da parte delle Forze di Polizia e delle Forze interessate sull’idoneità delle camere di sicurezza si è fatto scrupolo di valutare se fossero adeguate per il contenimento dei detenuti per poche ore’, come ha fatto in Senato durante la discussione sul decreto”.

“Allora ci pensiamo noi con la nostra segnalazione – insiste il Segretario del Coisp – a rimediare alla carenza informativa del Ministro, che si fa forte di un asserito accordo con il Ministro dell’Interno a proposito dell’infausta previsione che da più parti, in realtà, è avversata duramente”.

“Signor Ministro – conclude Maccari –, poiché si tratta di mettere mano ad equilibri particolarmente delicati e già compromessi in un settore come quello della Sicurezza pubblica, che potrebbe risentire gravemente di ulteriori infelici manovre considerate le condizioni lavorative già proibitive, ci pare doveroso non basarsi su sentito dire, o su ipotesi, o su valutazioni di parte, o su nient’altro che non siano fatti concreti. Fatti, significa verifica delle condizioni reali delle camere di sicurezza, fatti significa studio dei piani di lavoro degli uffici che non saranno in grado di far fronte a tutti i propri impegni, fatti significa confronto reale, messo nero su bianco, su chi opera nel Comparto. I fatti, signor Ministro, non consentono interpretazioni di sorta, e tengono al riparo dal sospetto che, come siamo stati tristemente abituati a veder fare ai suoi predecessori, si utilizzino i soliti giri di parole semplicemente per fare come meglio si crede, anche a costo di risultare del tutto incoerenti con le altre componenti dell’amministrazione del Paese”.

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  • Pubblicato 21/01/2012
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