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SVUOTA CARCERI, CENSIRE CAMERE DI SICUREZZA

Il Coisp al Ministro Severino: “Censire le camere di sicurezza per verificarne l’idoneità a contenere i detenuti. Fasullo parlare di un contenimento di poche ore e rimane il problema di sorveglianza e assistenza

19 gennaio 2012 - Ultimissime

“Camere di sicurezza idonee a trattenere i detenuti? Il Ministro Severino faccia seguire le sue parole da un vero e proprio ‘censimento’ delle strutture per dimostrare che l’affermazione è vera. Raccogliere i dati dagli uffici non costerà nulla e dimostrerà se abbiamo ragione o meno a dire che questa previsione è inattuabile ed insostenibile”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta le parole del Ministro della Giustizia, Paola Severino che, nell’aula del Senato chiamata ad esaminare il decreto del Governo sul sovraffollamento delle carceri, è tornata sulla questione dell’utilizzo delle camere di sicurezza per trattenere gli arrestati in attesa di giudizio per direttissima, affermando tra l’altro: “C’è stato un vaglio preliminare da parte delle Forze di Polizia e delle Forze interessate sull’idoneità delle camere di sicurezza si è fatto scrupolo di valutare se fossero adeguate per il contenimento dei detenuti per poche ore”.

“Siamo veramente perplessi quando sentiamo il Ministro parlare di un contenimento dei detenuti ‘per poche ore’ – aggiunge Maccari – perché dall’alto della sua professionalità e competenza in materia, sa perfettamente che questa affermazione è fuorviante e non realistica e che spesso è un problema effettuare le direttissime entro le 48 ore, figuriamoci in un periodo ancora più breve. E far ‘sostare’ gli arrestati nelle camere di sicurezza per il tempo necessario alle procedure di rito (questo sì che richiede poche ore) è cosa ben diversa dal trattenerli in attesa che si metta in moto la macchina giudiziaria con tutte le sue complessità. Le camere di sicurezza, nella stragrande maggioranza dei casi, non sono idonee e comunque – conclude Maccari – resta completamente irrisolto il nodo dell’assistenza e della sorveglianza degli arrestati, per cui i Poliziotti non sono attrezzati nel primo caso e non sono in servizio in numero sufficiente nel secondo, almeno se si vuole continuare a garantire la loro fondamentale presenza sulle strade a tutela dei cittadini”.

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  • Pubblicato 19/01/2012
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