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Richiesta intervento Amnesty. Contro lo svuota-carceri che riempie le Questure

SULLE CAMERE DI SICUREZZA IL MINISTRO SBAGLIA A RIDURRE LE PAROLE DEL VICE CAPO DELLA POLIZIA A UN MERO SFOGO EMOTIVO. CHIEDEREMO AD AMNESTY INTERNATIONAL DI VERIFICARE LE CONDIZIONI DELLE CAMERE DI SICUREZZA

10 gennaio 2012 - Ultimissime

“Lo abbiamo detto i giorni scorsi lo ripetiamo ora. La questione delle carceri italiane e la conseguente soluzione trovata e cioè di trattenere i detenuti nelle camere di sicurezza delle Questure, non può diventare una “guerra tra poveri”, né un mezzo per acuire uno scontro di cui nessuno sente il bisogno. Però non ci piace questo atteggiamento impositivo assunto senza nessun criterio logico. Una soluzione, quella assunta dal Governo, che tale non è perché non risolve i problemi né dei detenuti, né delle carceri, né tanto meno delle Forze dell’Ordine e né quelli dei colleghi della Polizia Penitenziaria”

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, sottolinea e rafforza la posizione già espressa dal Vice apo della Polizia nel corso dell’audizione nella commissione del Senato sull’argomento.

“Innanzitutto non ci è piaciuto – dice Maccari – che un Ministro abbia liquidato le parole del Vice Capo della Polizia al rango di sfogo dettato dall’emotività. Non vogliamo fare una difesa d’ufficio del dottor Cirillo, ma vorremmo scongiurare il pericolo di trovarci, come qualche mese fa, davanti ad un Esecutivo che invece di difendere i Servitori dello Stato, ascoltando le loro istanze, li penalizza oltremodo”!

“Si spoglia un Santo per vestirne una altro – dice ancora il Segretario Generale del Coisp – così diceva un antico adagio. Ma la questione è davvero troppo seria per interrompere i canali della discussione e del confronto salendo su un ideale Aventino, senza tener conto di chi opera quotidianamente sul campo, tra mille difficoltà che sono evidenti”.

“Sbaglia il Ministro – conclude Maccari – a trincerarsi su posizioni evidentemente fuori dalla realtà e noi non siamo disposti ad abdicare per nessuna ragione al nostro ruolo di portatori di istanze reali e non fini a se stesse. Ecco perché siamo pronti, se fosse necessario, per rafforzare le nostre posizioni, a chiedere l’intervento di soggetti terzi, quali i rappresentanti di associazioni riconosciute come Amnesty International, affinchè verifichino senza pregiudizi, se le camere di sicurezza possono essere luoghi in cui un essere umano può essere trattenuto anche solo per 48 ore. Andremo avanti in questa nostra posizione, facendo capire ai nostri interlocutori che quella dei detenuti nelle camere di sicurezza è solo l’ennesima operazione di facciata, fatta senza tener conto della realtà che questa volta è davvero tragica”.

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  • Pubblicato 10/01/2012
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