“L’evasione di questa mattina di due detenuti dal carcere di Regina Coeli e l’aggressione di un Agente nel carcere di Saluzzo, l’ultima di una lunga serie, sono l’ennesima dimostrazione, ove mai ce ne fosse bisogno, della gravissima situazione di difficoltà che vivono i colleghi della Polizia penitenziaria a causa delle emergenze che assillano il settore. Sono la conferma inoltre, ed anche in questo caso non se ne sentiva affatto bisogno, di come un tale stato di cose richieda interventi sostanziali, determinanti, radicali e concreti, che non sono certamente rappresentati dalle previsioni del decreto cosiddetto svuota-carceri”.
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta così le due notizie riportate oggi dalle agenzie di stampa: la prima dell’evasione, avvenuta nelle prime ore di questa mattina dal carcere romano di Regina Coeli, di due detenuti di cui uno romeno e l’altro albanese che, dopo avere segato le sbarre della cella, con una corda ed un arpione rudimentali si sono dapprima calati dal terzo al secondo piano e poi, agganciandosi al muro di cinta, sono scesi all’esterno dell’istituto penitenziario dandosi alla fuga; la seconda, poi, dell’aggressione di un Agente da parte di un detenuto italiano della sezione semiprotetta del carcere di Saluzzo (Cuneo) che si è barricato in cella dopo aver causato al primo ferite per le quali i medici hanno dato sette giorni di prognosi.
“Episodi del genere – aggiunge Maccari – sono all’ordine del giorno e oggi il sistema dell’informazione se ne occupa maggiormente perché la cosa fa notizia sulla scia delle polemiche che lo svuota carceri porta con sé. Ma la situazione è realmente molto, troppo grave, proprio come reali e fondate sono le lacune enormi, le incongruenze, i rischi e l’inutilità delle soluzioni messe in campo in fretta e furia dal Governo. Puntare su soluzioni tampone come il fittizio alleggerimento del lavoro della Polizia Penitenziaria che deriverebbe dal trattenere gli arrestati presso le camere di sicurezza delle Forze dell’Ordine, significa però non semplicemente sottovalutare il problema, ma rischiare di trasmettere il messaggio di voler quasi prendere per il naso chi lavora quotidianamente in condizioni di assoluta insostenibilità. Non risolvere gli esasperanti disagi della Polizia Penitenziaria, ma crearne di altri alle già provate Forze di Polizia a cosa serve?” si chiede il Segretario del Coisp che conclude: “E’ chiaro finanche ai bambini che le soluzioni vere stanno altrove. Servono più uomini, mezzi e strutture per fronteggiare l’emergenza carceri. Servono investimenti e razionalizzazioni nell’intero Comparto, i cui Operatori non possono e non devono essere distratti dai propri rispettivi compiti istituzionali – che consentano al sistema Paese di garantire ai suoi cittadini sicurezza, legalità e rispetto dei diritti di tutti. Di tutti, quelli dei detenuti proprio come quelli degli Agenti che devono poter tornare sani a salvi e con i nervi integri a casa dopo una giornata di lavoro”.
