MINISTERO DELL’INTERNO
UFFICIO AMMINISTRAZIONE GENERALE
DIPARTIMENTO DELLA P.S.
UFFICIO PER LE RELAZIONI SINDACALI
00184 ROMA
OGGETTO: Assunzione di incarichi presso associazioni senza scopo di lucro.
In risposta alla comunicazione di un dipendente di rivestire la carica di Presidente in seno ad un’associazione sportiva dilettantistica senza fini di lucro, la Direzione Centrale per le Risorse Umane dopo aver richiamato l’art. 50 del d.P.R. 335/1982, il quale prevede espressamente che: “Il personale della Polizia di Stato non può esercitare il commercio, l’industria né alcuna professione o mestiere o assumere impieghi pubblici o privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, salvo i casi previsti da disposizioni speciali”, ha puntualizzato che “anche se l’associazione in questione non ha scopo di lucro, il dipendente ricoprendo la carica di Presidente si potrebbe trovare, direttamente o come responsabile, a compiere operazioni economico-finanziarie per il finanziamento ed il patrimonio dell’associazione, ponendosi in contrasto con quanto previsto dalla suddetta normativa” per poi affermare che avendo “il Presidente la firma e la rappresentanza legale e giudiziale dell’associazione, l’interessato avendo la responsabilità dell’amministrazione e rappresentando legalmente l’associazione, si potrebbe trovare in una situazione incompatibile ed inopportuna per un dipendente della Polizia di Stato”.
Di conseguenza la citata Direzione ha negato al dipendente di ricoprire la carica di Presidente dell’associazione dilettantistica in questione.
Ciò premesso, considerato che l’articolo sopra citato vieta l’esercizio del commercio, dell’industria, di una professione o mestiere o l’assunzione di incarichi pubblici o privati o l’accettazione di cariche in società costituite a fine di lucro, non rientrando l’associazione senza fini di lucro e le eventuali cariche in essa ricoperta tra i divieti esplicitati dalla norma, si chiede di conoscere su quale base normativa la citata Direzione avrebbe inteso estendere i divieti soprarichiamati e quindi, di fatto, legiferare anche contro le associazioni no profit.
Tutti i dipendenti, peraltro, compiono operazioni economico-finanziarie per il finanziamento ed il patrimonio della propria famiglia, hanno poteri di firma sulla loro proprietà mobiliare ed immobiliare, e – come tutti i cittadini – responsabilità legale e giudiziale delle proprie azioni e, in alcuni casi, anche di alcuni componenti dello stato familiare.
Che ne facciamo di questi 100.000 poliziotti che nell’espletamento delle suddette attività potrebbero trovarsi in una situazione incompatibile ed inopportuna per un dipendente della Polizia di Stato?
In attesa di cortese urgente riscontro, che sia rispettoso delle norme e non fantasioso, l’occasione è gradita per inviare i più Cordiali Saluti.
La Segreteria Nazionale del COISP
